Kyrios - Iconografia
L'icona esprime figurativamente quell'esperienza di rapporto con la verità dell'uomo e l'Ineffabilità di Dio. Essa illustra ciò che la letteratura bizantina chiama "gli ineffabili splendori della Bellezza divina". Il termine icona, infatti, deriva dal greco "eikon", che può essere tradotto con immagine e nel campo dell'arte religiosa identifica una raffigurazione sacra dipinta su tavola. La parola Icona viene usata abitualmente per pitture a soggetto religioso eseguite con una tecnica particolare che, secondo una tradizione ecclesiale che ne ha fissato il contenuto, le converte in "sacramentali", cioè in segni portatori di Grazia. L'Icona perciò non è un'opera d'arte, ma primariamente un'opera di testimonianza e di espressione religiosa dell'Oriente cristiano ed in particolare della Chiesa Cristiano-Ortodossa e di quella Cattolica di rito bizantino. Nel mondo slavo e bizantino la contemplazione delle icone aveva (ed ha) un valore salvifico pari a quello della lettura delle Sacre Scritture. Di qui l'accesa disputa passata alla storia col nome di "iconoclastia". Di regola gli iconografi sono dei monaci cui Dio ha concesso l'autorizzazione a dipingere. Essa è il frutto di una tradizione : è un'opera d'arte meditata a lungo, elaborata con pazienza da generazioni di pittori, a partire da San Luca il quale fu il primo a ritrarre l’immagine di colui (il Signore) che ha visto e amato.
Applicazione foglia oro
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